Biografia


 

Duilio Cambellotti  (Roma 1876-1960)

 

Cambellotti fu scultore , pittore , incisore, scenografo e illustratore. Viaggiò molto in Turchia e Grecia alla ricerca della conoscenza dell’arte classica. Amava definirsi un autodidatta. Esponente dell’Art Nouveau in Italia, condivise con William Morris e Henry Van De Velde, le teorie che elevavano le arti applicate al rango delle più nobili discipline artistiche. Egli non disdegnò alcuna tecnica, passando dalla realizzazione di gioielli, all’oggettistica, alla pubblicità. Fu un grande illustratore è legò la sua firma a numerosi progetti editoriali collaborando con Mondadori, De Fonseca, Notari, Bemporad,e Alinari, per il quale , a inizio secolo, realizzò bellissime illustrazioni in bianco e nero della Divina Commedia. Si avvicinò al teatro, senza mai più abbandonarlo, attraverso l’incontro con Alessandro Marcucci, funzionario del ministero della Pubblica Istruzione. Collaborò con il Teatro Stabile di Roma , per cui di dedicò a numerose sceneggiature e fu anche costumista. Anche teatro greco di Siracusa gli affidò costumi e scenografie per le grandi opere di Aristofane, Euripide, Eschilo e Sofocle, portando avanti una collaborazione che continuò poi fino agli anni cinquanta. Nel 1911, in occasione dell’ Esposizione Universale di Roma, fu promotore della Mostra dell’Agro Romano insieme agli amici Marcucci e Giovanni Cena. Cambellotti progettò ad hoc una grande capanna a testimonianza di un mondo contadino ancora privo di contaminazioni, dove vennero esposti mobili rustici intagliati da contadini, sculture dello stesso Cambellotti e dipinti di Giacomo Balla ispirati alla campagna. Cambellotti si dedicò inoltre alla decorazione della Casina delle Civette all’interno del parco di Villa Torlonia, dove progettò e realizzò con la mano del famoso vetraio Picchiarini, le famose vetrate con rondini e civette che oggi si possono ammirare al Museo delle vetrate istituito proprio nella Casina delle Civette a Roma.Nel 1930 è nominato Accademico di San Luca. Dopo la guerra, viene chiamato da molte città italiane per la realizzazione di monumenti commemorativi e vetrate artistiche. Nel 1960, a ottantatre anni, muore a Roma. 

 




Galleria opere